
Il libro che ho finito di leggere è “Se tu non ridi più” della scrittrice Barbara Perna, pubblicato quest’anno da Bompiani. Il genere del romanzo è indubbiamente giallo ma in particolare gli anglofoni lo metterebbero tra i cozy crime perché caratterizzato da un ambiente rassicurante “accogliente” con l’intento di coccolare il lettore, senza impressionarlo con scene violente dove l’autore accompagna il lettore lungo il percorso per arrivare alla soluzione del crimine. La protagonista designata al seguimento delle indagini non è una professionista ma si trova coinvolta nelle vicende per una casualità generalmente legata alle dinamiche relazionali di una comunità ristretta lontane dai ritmi frenetici della città. Uno spazio consistente è dedicato alla conoscenza dei personaggi alla quale si arriva anche attraverso i pettegolezzi, intuizioni e osservazione dei loro comportamenti. Nello scorrere della lettura la presenza di tratti umoristici alleggerisce la trama.
L’autrice è nata a Napoli ma vive e lavora a Roma e le radici partenopee fanno capolino nei suoi romanzi. Prima di trasferirsi a Roma ha svolto il ruolo di giudice in Toscana nel piccolo Tribunale di Montepulciano, in Basilicata e Santa Maria Capua Vetere. Per Giunti ha esordito con il romanzo Annabella Abbondante. La verità non è una chimera (2021) pubblicando poi Annabella Abbondante. L’essenziale è invisibile agli occhi (2022) – vincitore del Premio NebbiaGialla 2023 – e Annabella Abbondante. Il passato è una curiosa creatura (2024).
Le vicende narrate si svolgono a Napoli, i personaggi del romanzo si muovono tra i palazzi di quella nobiltà che ha dovuto legarsi all’alta borghesia per non soccombere al progressivo indebolimento dei privilegi aristocratici. La protagonista, scelta dall’autrice per risolvere il caso, è una professoressa universitaria, amica della figlia di una nobildonna della Napoli benestante, e alla quale viene chiesto di indagare sull’omicidio dell’amministratore donna di una nota azienda nel campo alimentare perché amica di famiglia della stessa nobildonna. L’attuale generazione di pronipoti del fondatore gode del consolidamento messo in atto dalla madre dell’attuale amministratore dell’attività attraverso una rigida disciplina ed una oculata gestione. Prima di dedicarsi alla didattica universitaria, la professoressa ha esercitato la professione di avvocato penalista, mettendo in luce le sue ottime capacità professionali e meritandosi il rispetto dei colleghi e degli esponenti della magistratura per avere affrontato i processi con sincera umanità, ma la brillante ed impegnativa carriera si è dovuta confrontare con la vita familiare. Voglio lasciare al lettore il piacere di vivere le vicende della protagonista attraverso la narrazione e anche le sue riflessioni, i suoi ripensamenti e i suoi dubbi. C’è un’apparente analogia tra il dramma portato con quotidiana dignità dalla professoressa ed i familiari della vittima ma il procedere del racconto riesce a far scoprire che non è proprio così. La caparbietà e la collaborazione dell’amico investigatore privato porteranno alla verità e far capire le motivazioni che hanno portato l’assassina ad uccidere.
Il suo stile è caratterizzato da una scrittura accessibile ma intelligente, che alterna momenti di tensione narrativa a scene più leggere, spesso venate di humor. Non mancano i riferimenti all’ambientazione giudiziaria, ma la scrittura non risulta noiosa perché Perna evita i tecnicismi opprimenti: li usa con competenza, ma sempre in funzione della storia e della caratterizzazione dei personaggi, attraverso un lessico adoperato come strumento per introdurre il mondo giuridico nel quotidiano.
I personaggi manifestano tratti imperfetti, umani, autoironici e la loro descrizione si fonda su un background professionale credibile, grazie all’esperienza diretta dell’autrice nel mondo della magistratura.
Una voce narrante affettuosa, brillante e ironica si destreggia tra diverse tematiche tra quelle riproposte più frequentemente troviamo:
- la giustizia e le sue contraddizioni;
- il rapporto tra vita privata e professione;
- la condizione femminile in ambito lavorativo e personale;
- la fragilità emotiva dietro i ruoli pubblici.
- una riflessione costante su legalità, responsabilità e umanità
Gli ingredienti ci sono tutti, la lettura dei romanzi di Barbara Perna lascia l’animo leggero, stuzzica la curiosità, stimola la riflessione su tematiche sociali attuali e al termine dell’ultima pagina si rimane soddisfatti e consapevoli che la storia è riuscita a far vibrare le proprie corde interiori.
Se fossimo a Praga direi Příjemné čtení!