
Il libro di cui parlerò è fresco di stampa, è stato pubblicato da Sellerio ad aprile 2026, il titolo è ‘Omicidi srl’, un giallo che si discosta dalle trame deduttive proprie del genere ma riesce a portarci per mano nella mente sia degli autori del delitto che delle vittime. Robecchi con la sua scrittura propone degli omicidi che il lettore osserva dalla prospettiva dell’esecutore materiale, la narrazione potrebbe definirsi come un poliziesco al contrario. Alessandro Robecchi è un giornalista, ha lavorato come editorialista per Il Manifesto e Cuore, direttore radiofonico per Radio Popolare e autore della striscia satirica Piovono pietre. Attualmente collabora con Il Fatto Quotidiano, Pagina99 e Micromega. Ha pubblicato con Laterza e nella collana ‘La Memoria’ di Sellerio troviamo tra gli altri i romanzi: I cerchi nell’acqua (2020), Flora (2021), Una piccola questione di cuore (2022) Cinque blues per la banda Monterossi (2023), Pesci piccoli (2024), Tallone da killer (2025). La prima scena del romanzo si apre con due uomini impegnati nella loro attività lavorativa, devono portare a termine un incarico. Ci troviamo a Milano, la città dove tutti lavorano e desiderano svolgere al meglio il loro compito. La narrazione procede alternando l’inquadratura tra la vita privata e quella professionale dei protagonisti: ‘Il biondo’ è uno sciupafemmine, scapolo che non rinuncerà mai alla sua libertà e non vuole nessun legame sentimentale stabile, intrattiene soltanto delle relazioni passeggere volte alla soddisfazione sessuale. Il socio è ‘Quello con la cravatta’ sposato con Marta, lui sente il bisogno di avere un riferimento affettivo e un sostegno indispensabile per il suo equilibrio psico-fisico che trova nella famiglia composta dalla donna che ama e dal figlio. L’obiettivo dell’impresa è aumentare il fatturato, i compiti presi in carico sono degli omicidi su commissione: persone abbienti che vogliono eliminare in maniera definitiva i concorrenti nell’ambito finanziario oppure familiari che per amore dei soldi desiderano avere una fetta di eredità più cospicua togliendo di mezzo gli eredi ingombranti. Gli interventi dei soci sono professionali, gli omicidi appaiano come incidenti e per fare questo ‘Il biondo’ e ‘Quello con la cravatta’ studiano le abitudini della vittima per approfittare di una debolezza, una situazione favorevole in cui la vittima stessa è più vulnerabile per potere simulare un evento imprevedibile o un incidente casuale. Per i casi più impegnativi i soci sono aiutati dalla ‘stagista’, una donna che lavora nello stesso campo ma, vista la delicatezza dell’attività, preferisce gestirsi in autonomia così da poter decidere da sola le modalità per portare a termine gli incarichi, ma costretta a confrontarsi con sé stessa per le responsabilità. L’autore si distingue per una scrittura fluida, essenziale e dal ritmo serrato riconducibile alla trama di una commedia nera e del genere noir stravolgendo i classici stilemi del giallo, spostando l’attenzione del lettore direttamente sui sicari e non sulle indagini. L’analisi stilistica evidenzia un abile uso di dialoghi veloci, ricchi di sarcasmo, alternati a descrizioni mai eccessive che pennellano l’atmosfera della Milano contemporanea. Tutto il romanzo è pervaso da un’ironia cinica e grottesca quando la mentalità capitalista entra paradossalmente nel business dei sicari. L’argomento della narrazione fa emergere il cinismo dei mandanti che poco si discosta dal disprezzo, dalla sfiducia nei confronti dei valori morali, dei sentimenti umani e delle convenzioni sociali presenti nella vita delle vittime. Il lettore si trova ad ascoltare ed immedesimarsi nelle esigenze dei soci riuscendo a mettere da parte la condanna morale per la deprecabile attività delittuosa. La maestria dell’autore è nel bilanciare sapientemente i punti di vista per mostrare in maniera accettabile le azioni dei criminali ed al termine della storia lasciare nella bocca del lettore un sapore agrodolce che lo porta ad assolvere gli autori dei delitti … in fondo la vittima meritava la fine che ha fatto e per i killer … è SOLO un lavoro, se non lo facevano loro qualcun altro li ammazzava.