# Berlino brucia

Il termine giallo non definisce appieno il libro di cui vi parlerò perché le storie narrate si snodano davanti un affresco della Germania nel cruciale periodo storico tra le due guerre mondiali. Il romanzo “Berlino brucia” dell’autore Volker Kutscher, titolo originale Die Akte Vaterland (quinto volume della serie di Gereon Rath) è stato pubblicato in Italia da SEM il 21 novembre 2023.

Nato nel 1962, Volker Kutscher è un autore tedesco, prima di intraprendere la carriera di romanziere di successo ha lavorato come giornalista. È conosciuto dal grande pubblico per la serie di romanzi gialli che hanno come protagonista il commissario Gereon Rath, ambientati nella Germania di Weimar. A partire dal primo volume dedicato al 1929 l’autore ha ricostruito con esattezza gli anni che portano al trionfo del nazismo. Di grande successo in tutto il mondo, l’opera è servita da ispirazione per la serie televisiva Babylon Berlin trasmessa in novanta paesi, in Italia è disponibile su Raiplay. Altri titoli sono Il pesce bagnatoLa morte non fa rumore Goldstein. Con La morte non fa rumore ha vinto il premio svizzero Burgdorfer per letteratura crime.

I protagonisti sono due giovani tedeschi immersi nella Berlino colpita dalla crisi economica e sociale degli anni ’30 dove i borghesi che con difficoltà sopravvivono senza concedersi nessun lusso, riescono ad ignorare i reduci della grande guerra. I due convivono ed hanno promesso di sposarsi, guardano al futuro con ottimismo facendo riferimento ai loro valori morali con cui ogni giorno si confrontano perché impiegati nella polizia criminale, lui, Rath, come commissario, lei, Charly, come aspirante commissario. Le istituzioni della repubblica tedesca si stanno misurando con il volere del popolo che alla ricerca di una guida forte trova nei nazionalsocialisti, nei loro slogan populisti e nella violenza, un convincimento solido sempre più presente nel parlamento ma anche nelle figure apicali delle più importanti istituzioni statali. Non ultima la paura dei rossi, tutti stanno con i nazisti per non permettere che la Germania diventi un’altra Russia anche se c’è chi sospetta che atti terroristici, come l’incendio del Reichstag, siano in maniera strumentale attribuiti ai comunisti da parte dei nazisti. Rath deve indagare sulla morte di un senzatetto che si scopre essere un reduce della prima guerra mondiale. Durante le indagini un ufficiale, il barone von Roddeck, militare a comando della guarnigione dove aveva combattuto il senzatetto, sembra volere indirizzare le ricerche dell’autore del delitto verso il capitano della guarnigione stessa, Benjamin Engel, rubricato come disperso nel marzo del ’17 e dichiarato morto sette anni dopo su richiesta della vedova. La verità oscilla tra il mistero dell’oro francese ritrovato dalla guarnigione di Engel durante la ritirata prussiana dal fronte occidentale, poi nascosto e sul cui recupero non si riesce a capire con certezza nelle mani di chi sia andato a finire e le accuse infamanti di Roddeck nei confronti di Engel perché ebreo, inviso ai più con l’affermarsi della propaganda antisemita dei nazisti. Sarà il commissario Rath a riallacciare le vicende avvenute sul fronte occidentale con la catena di assassini dei reduci nella Berlino degli anni ‘30. In linea parallela si snoda l’attività di Charly, impegnata nel recupero di persone disagiate coinvolte in fatti criminali, refrattaria all’ascesa del Fuhrer e consapevole che il sistema sta cambiando verso una direzione autoritaria contraria ai suoi principi morali ispirati alla democrazia ed al rispetto per ogni persona. Prenderà a cuore la situazione di un bambino, Fritze, così sveglio da riuscirsi ad arrangiare vivendo in strada pur di non tornare in orfanotrofio e di Hannah, ragazza vittima dei soprusi del padre ritornato mutilato delle gambe dalla guerra ma soprattutto privo di ogni riferimento morale ed etico perché schiacciato dai traumi causati dalla vita in trincea. L’autore sapientemente intreccia le due storie e le vicende storiche per creare l’ambientazione ideale per concludere il romanzo che ci porta agli anni antecedenti il secondo conflitto mondiale.

Nel romanzo Berlino brucia di Volker Kutscher, le scelte stilistiche e narrative contribuiscono in modo significativo alla costruzione della storia e dell’atmosfera. L’autore utilizza un linguaggio prevalentemente semplice e scorrevole, tipico del genere poliziesco, che rende la lettura accessibile. Tuttavia, il lessico usato è arricchito da termini storici, politici e burocratici legati al contesto della Berlino della Repubblica di Weimar, permettendo al lettore di comprendere meglio la complessità del periodo storico rappresentato. Anche l’uso della punteggiatura è funzionale alla narrazione: Kutscher predilige frasi brevi o di media lunghezza, soprattutto nei momenti di tensione e nei dialoghi, creando così un ritmo rapido e coinvolgente. Questo stile contribuisce a mantenere alta l’attenzione del lettore e a rendere più incisive le scene d’azione e d’indagine. Il crimine diventa infatti un mezzo per raccontare una città attraversata da violenze, instabilità politica e forti contrasti ideologici. Infine, nel romanzo si nota un equilibrio tra dialoghi e descrizioni. I dialoghi sono numerosi e servono a far avanzare l’indagine e a delineare i personaggi, mentre le descrizioni degli ambienti urbani e del clima sociale svolgono un ruolo fondamentale nella creazione di un’atmosfera cupa e tesa, che riflette la realtà della Berlino del tempo. In conclusione, attraverso queste scelte narrative, Kutscher riesce a unire efficacemente intrattenimento e riflessione storica.

Ho particolarmente apprezzato la descrizione della Berlino degli anni ’30, attraverso la descrizione della vita di due funzionari dello stato, come delle modalità in cui vennero recepiti i segnali del cambiamento politico verso il regime autoritario che avrebbe portato al secondo conflitto mondiale. Le vicende narrate sono quelle della vita quotidiana quando le persone si incontrano nell’ambiente di lavoro o durante il tempo libero, confrontandosi sulle differenti valutazioni degli avvenimenti di cronaca. I protagonisti non sono pienamente consapevoli dell’ascesa al potere, sempre più veloce, dei nazionalsocialisti che porterà l’Europa alla seconda guerra mondiale e fa riflettere ‘l’ingenuità’ con cui tutti ascoltano le parole del leader Hitler, ma noi possiamo esprimere un giudizio solo perché possiamo vedere i fatti da una distanza temporale che non ci coinvolge.

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